Per fortuna non siamo tutti influencer

 Un giorno tutti avranno un quarto d'ora di notorietà. Così profetizzava Andy Wharol anni addietro, anticipando le attuali possibilità e opportunità che i media e i social offrono. La tecnologia informatica e le varie piattaforme social hanno fatto la fortuna di svariate persone, offrendo un palcoscenico virtuale dove alcuni possono esibirsi e tanti ritrovarsi, ovvero identificarsi con il contenuto trasmesso e con il promotore. I pochi che si esibiscono hanno la possibilità di mostrare tutto il loro egocentrismo condendo le apparizioni con l' intento di mostrare la parte migliore di sé e provando a raccogliere consensi. Come se fossero tutti nuovi profeti inviati su questo pianeta per una missione divina, in cerca di proseliti. Con l'aiuto di slogan, slang vari, modalità espressive, atteggiamenti, look appropriati e furbate varie suggerite da esperti in comunicazione si giunge al risultato. Ottenere il consenso, like o visualizzazioni, che corrisponde a visibilità cioè notorietà, fama. Ma quando mai! Se scavi a fondo, dietro una buona parte di questi personaggi c'è solo il vuoto. Vuoto di valori. Vuoto di idee. Vuoto di contenuti. Vuoto di proposte. Vuoto di innovazioni. Vuoto di sensibilità. Vuoto di partecipazione. Vuoto di aggregazione. Ognuno pensa ai propri, esclusivi, limitati, ristretti interessi! Per fortuna non siamo tutti influencer e una buona maggioranza di noi la pensa, e vive, in maniera molto diversa!

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